Fotografare l'inverno

Lo senti quel pungente profumo di freddo nell’aria, il grigio negli occhi e quei lunghi tramonti? E’ l’inverno che arriva.
Stephen Littleword

Una piccola introduzione

L'inverno regala delle opportunità fotografiche uniche, ma è indiscutibilmente la stagione più difficile da fotografare, perché? I motivi sono in realtà più di uno:

  • La neve che ricopre i paesaggi è molto più chiara del "grigio medio al 18%" tanto caro agli esposimetri, questo si riflette in fotografie spesso malamente esposte.
  • Il bilanciamento del bianco è spesso tratto in inganno, il risultato sono fotografie con una forte dominante blu.


Bluish

L'effetto della direzione di provenienza della luce è molto accentuato, in inverno è facile ottenere delle fotografie dall'aspetto "piatto" e, come se non bastasse, il sole è spesso molto basso sull'orizzonte e, incidendo direttamente sulla lente frontale dell'obbiettivo può generare fastidiosi flares.

Attitudine

Bisogna volerlo! Fare fotografia outdoor in pieno inverno è scomodo! Se pensate che sarebbe stato meglio essere rinchiusi al caldo con un tazza fumante di cioccolata, le fotografie scattate lasceranno trasparire "l'entusiasmo" con cui sono state fatte.
Fotografare in esterno durante la stagione fredda deve essere comunque un piacere, le fotografie prese frettolosamente o "tanto per" non saranno mai degne di nota.

Protezione personale

Andare a far fotografia in inverno significa passare anche parecchie ore fuori al freddo, è essenziale essere ben coperti, ma attenzione da un lato a non esagerare ed essere impacciati da troppi strati, dall'altro cercare un abbigliamento che mantenga asciutti, lasciare perdere il caro buon vecchio cotone!
Innanzitutto le scarpe: caldi scarponcini da trekking ai piedi e se si passeggia nella neve fresca meglio anche le ghette (se non addirittura dotarsi di racchette da neve), i piedi freddi e bagnati sono una tortura che costringerebbe ad abbandonare la gita in breve tempo.
Pantaloni che siano abbastanza caldi e che soprattutto che tengano l'acqua.
Giacca che protegga dal vento e dall'acqua, ma che contemporaneamente non trattenga l'umidità corporea, ci si troverebbe bagnati sotto la giacca in breve tempo.
Berretto che copra anche le orecchie, lasciamo stare la vecchia lana, oggi ci sono materiali che tengono la testa al caldo e traspirano bene; dalla testa si perde oltre il 25% del calore corporeo, senza contare che alcune ore passate al freddo intenso con il capo scoperto facilmente regaleranno a fine giornata un bel mal di testa (o peggio).
Occhiali da sole! Trascorrendo fuori una bella giornata di sole sulla neve la luce può essere talmente forte da non riuscire letteralmente ad aprire gli occhi! Proteggere gli occhi con occhiali da sole ben scuri e che soprattutto schermino i raggi ultravioletti al 100% è fondamentale.
I guanti: fare fotografia con grossi guanti imbottiti è praticamente impossibile, ma non si pensi di passare una giornata fuori senza proteggere le mani! Personalmente ho trovato un buon compromesso tra manualità residua e protezione dal freddo utilizzare un paio di guanti abbastanza leggeri, realizzati in materiale che protegge dal vento. Questo permette di poter eseguire sulla macchina fotografica le operazioni principali senza dovere ogni volta togliere i guanti, e nel frattempo offre comunque un buon grado di protezione dall'ambiente esterno.
Possono essere una valida alternativa alcuni guanti con le dita tagliate e coperte da una seconda parte; in questo modo si riesce a tenere la mano al caldo pur avendo le dita scoperte.

Attenzione all'equipaggiamento

Lavorare a bassa temperatura, costituisce per la nostra attrezzatura fotografica un duro banco di prova. I primi componenti che entrano in crisi sono le batterie! Al freddo le batterie sono in grado di erogare meno della metà dell'energia che potrebbero dare a temperatura ambiente. In casi di freddo intenso, con temperature al di sotto dei -20°C, le batterie vanno conservate sotto la giacca, al caldo, ed inserite nella macchina fotografica solo per scattare, si avranno circa 10-15 minuti di tempo prima che le batterie si raffreddino a tal punto da non essere più in grado di alimentare la macchina fotografica. A temperature molto basse il discorso può valere anche per alcune schede di memoria, bisogna assicurarsi di tenerle al caldo sotto la giacca, ma attenzione a fare in modo che non si inumidiscano, non tenerle mai a diretto contatto con il corpo, è sufficiente una tasca interna della giacca o della felpa che indossiamo sotto.
Non soffiare mai sulle lenti per togliere la neve! Il fiato è umido ed a contatto con la lente fredda la appannerebbe subito o se la lente fosse particolarmente fredda, l'umidità contenuta nel fiato ghiaccerebbe sulla lente. Meglio dotarsi pennellino e spolverare via la neve.
Portarsi comunque sempre un panno in microfibra ben asciutto per ogni evenienza.
Se si utilizzano filtri rettangolari di fronte all'obbiettivo, assicurarsi di proteggere il filtro da eventuale neve che cade, finirebbe facilmente tra il telaio di supporto e la lente frontale dell'obbiettivo o nello spazio tra i filtri se ce ne sono più d'uno.
Quando si inquadra una scena meglio cercare di non respirare con il naso, si rischia di appannare completamente il mirino o di averlo ghiacciato.
Portare sempre borsa o zaino per proteggere l'equipaggiamento che non è in uso, è importante che sia impermeabile e che possa essere ben chiuso.
Se si scatta verso l'alba, il tramonto o a maggior ragione di notte, è bene avere con sé un cavalletto. Se possibile meglio in fibra di carbonio, i cavalletti metallici (acciaio o alluminio che siano) gelano letteralmente le mani, rendendo difficile maneggiarli. Se si tolgono i guanti, le mani devono essere ben asciutte! E' pericoloso toccare oggetti di metallo molto freddi con le mani umide.
Scattando durante una nevicata sarebbe bene proteggere con un ombrello noi stessi e l'equipaggiamento, in questo modo si eviterebbe nello stesso tempo di avere i fiocchi di neve immediatamente di fronte all'obbiettivo.

Nevicata

A fine giornata o al termine della sessione fotografica, si deve prestare molta attenzione all'attrezzatura. Al rientro si porta in ambienti caldi ed umidi l'attrezzatura rimasta al freddo; si formerà in breve tempo in velo di condensa dovunque! Si deve lasciare che il tutto si porti alla temperatura del locale in cui ci si trova, questo vale tassativamente se si pensa di cambiare obbiettivo su una reflex!

Alcuni accorgimenti utili

Spesso in inverno i cieli sembrano sempre troppo grigi, si può utilizzare un filtro graduato in modo da dare colore al cielo, lasciando inalterato il livello dell'orizzonte.
Fotografando fauna in inverno, se possibile, si può cercare di ridurre il forte contrasto con la neve bianca usando il flash anche in pieno giorno.
Imparare ad avere tutto a portata di mano, con il freddo si è impacciati da molti abiti e si è anche molto più lenti nei movimenti, diventa molto difficile eseguire anche le operazioni più semplici.
Come sempre gli orari con la luce migliore sono alba e tramonto; attenzione che l'alba è anche l'orario del giorno durante il quale fa più freddo in assoluto, ma è anche l'orario che regala il maggior contrasto tra la calda luce del sole che nasce e la fredda neve di tonalità bluastra.

Alba su ghiacciaio

Se la neve non copre tutto, cercare tutto ciò che emerge da essa per produrre grandi contrasti. La fotografia di notte alla luce della luna in inverno da grandi soddisfazioni; la neve riflette benissimo la luce della luna ed i panorami notturni risultano luminosi e davvero spettacolari.

Luce della luna

Si può ridurre la porzione di cielo nelle fotografie cercando una posizione più elevata e puntando la macchina leggermente verso il basso (attenzione però a non "schiacciare" l'inquadratura).
In pieno inverno alle nostre latitudini il sole è sempre abbastanza basso sull'orizzonte, questo significa che se da un lato la luce radente ha effetti gradevoli accentuando l'aspetto delle superfici, dall'altro ci sono sempre ombre lunghe, incluse le ombra di cose che si trovano al di fuori della scena che si inquadra ed inclusa l'ombra di chi fotografa; si deve prestare attenzione a dove posizionarsi sia rispetto alla direzione di provenienza della luce, sia come inquadratura in modo che le ombre (nostra e non) non disturbino la composizione della fotografia.

Gemme gelate

Le fotografie scattate con la neve sono molto suggestive anche quando convertite in B/N; l'attenzione si accentua sulle caratteristiche delle superfici innevate, sui dettagli, sulle forme morbide e sui contrasti piuttosto che che sul colore dell'immagine.
B/N

 

Controllo dell'esposizione

Gli esposimetri automatici sono "tarati" in modo da considerare ciò che stanno misurando come se fosse un grigio al 18%, questo in inverno però è spesso causa di immagini sottoesposte perché la neve è in realtà ben più luminosa.
La neve riflette dal 40% al 50% della luce che riceve, quella fresca appena caduta arriva all'80%, se poi è bagnata o addirittura è neve trasformata con la pelle esterna che si è ri-ghiacciata, la percentuale di riflessione della luce è oltre il 90%. Le condizioni di luce a cui ci si trova davanti sono veramente difficili con un contrasto elevatissimo tra le zone innevate e le zone che non sono coperte da neve, per questo motivo in alcune condizioni il cielo risulta blu scuro, quasi nero; in queste condizioni un attento controllo dell'esposizione è fondamentale.

Controluce

Scattare con l'esposimetro impostato su un unico punto di misura della luce (impostazione spot), mirando la sola porzione di ghiaccio chiaro di una scena, la fotografia fatta in queste condizioni di luce difficile e di contrasto estremo può avere un aspetto davvero unico.

Croce ghiacciata

Gli scatti in ambiente innevato saranno facilmente tutti high-key, la neve a seconda che sia colpita da una luce diretta piuttosto che da una luce radente offre differenti gradi di dettaglio e possiamo quindi esporla in modo differente.
Con la luce radente, la superficie della neve è ricca di dettagli e non è "bianco puro", ma sarà più chiara di circa +1/2 stop, esponendola di più (diciamo +2 stop), si perderanno tutti i dettagli e l'immagine risulterà sovresposta.

Luce radente su cristalli di neve

Caso diverso invece è quello nel quale si è in presenza di una superficie di neve immacolata nelle ore centrali della giornata; la neve avrà pochi dettagli e sarà estremamente luminosa. Utilizzare l'esposimetro su misurazione a spot, puntare nella zona più chiara e sovraesporre di +2 stop.
In una giornata soleggiata con la superficie innevata in ombra si può sovraesporre di +1 stop.
Fotografando in digitale un'occhiata all'istogramma dell'immagine appena scattata permette di avere immediata informazione sulla bontà dei parametri di esposizione scelti.
In alcuni casi si può ricorrere al bracketing, facendo una serie di scatti con esposizioni differenti che possono essere uniti in sede di post processing in un'unica immagine HDR (High Dynamic Range); si può arrivare a casi "estremi" nei quali si possono fondere anche 9 immagini con diversa esposizione, generando un unica immagine nella quale si è in grado di apprezzare fino ai dettagli della superficie innevata in ombra seppur la fotografia sia completamente contro-sole come in questo esempio:

HDR

Controllo dei tempi

L'effetto che i fiocchi di neve che cadono hanno su una fotografia varia moltissimo a seconda del tempo di esposizione che si utilizza: tempi brevi congelano i fiocchi in cielo, con tempi più lunghi la sensazione di caduta dei fiocchi è accentuata. L'effetto che si ottiene cambia, in questi casi non esiste una regola in assoluta, ma sta alla sensibilità di ognuno sapersi regolare. Se in presenza di un po' di vento si volesse accentuare la sensazione di "tormenta" un tempo di 1/15" o più potrebbe essere una buona prima prova (da verificare successivamente a scatto effettuato).
Attenzione ad utilizzare in flash: i fiocchi di neve riflettono moltissimo il lampo di luce provocando un fastidioso backscatter; il risultato sono dei punti bianchi fuori fuoco in tutta la fotografia. In questo caso l'effetto può essere gradevole solo se è in corso una nevicata molto sottile, non se nevica a "larghe falde".

Nevicata

Fare molta attenzione al tempo di esposizione sopratutto durante una nevicata. Tempi di esposizione brevi congelano i fiocchi che scendono, mentre tempi più lunghi pongono maggiore enfasi sulla neve che scende, ma se allungati troppo hanno l'effetto di generare un sorta di "foschia"

Fotografare la brina

Per fare delle buone fotografie alla brina ci si deve alzare presto, il momento migliore è appena prima dell'alba perché la brina è davvero effimera, breve. Sono sufficienti i primi raggi di sole del nuovo giorno che arriva o un paio di gradi di temperatura in più per far svanire la magia in pochi, brevi istanti. Che si stiano cercando dei paesaggi brinati o delle macro, catturare l'istante nel quale la brina viene colpita dai primi raggi del sole regala soddisfazioni.

Cristalli di brina

Fotografando soggetti molto vicini (macro) attenzione a non respirare sul soggetto e a non urtarlo con l'obbiettivo o, come spesso accade, con la cinghia tracolla! Spesso basta veramente poco per perdere tutto!
Per quanto riguarda l'esposizione valgono le considerazioni fatte in precedenza, la brina è una superficie molto riflettente quindi si deve porre particolare attenzione a come si espone, soprattutto se si sta fotografando un paesaggio brinato.

Fotografare la nebbia

L'inverno è anche la stagione della nebbia, si va da sottili strati che avvolgono il primo metro di ciò che ci circonda, alla nebbia più fitta che non lascia nemmeno trasparire il sole. La nebbia non vuole solo dire fotografie biancastre, anzi! Scorci e panorami a noi familiari in condizioni di luce normale, assumono un aspetto completamente nuovo.
Se vogliamo fare dei buoni scatti con la nebbia la luce migliore si ha all'alba, soprattutto in condizioni di nebbia sottile ci si deve anche muovere in fretta ed essere sul posto prima del sorgere del sole. Lo strato leggero di foschia che lascia solo intravedere il terreno circostante e nel contempo lascia la traccia dei raggi solari è molto suggestivo ma altrettanto effimero, dura spesso un'ora o poco più poi, con il sole più alto sull'orizzonte, svanisce.
Durante una giornata caratterizzata da nebbia persistente si possono comunque ottenere degli scatti interessanti, avvolti da un velo che può dare alla fotografia una sensazione unica. Per accentuare l'effetto della presenza della nebbia, si deve cercare di avere sia oggetti vicini che oggetti posti ad una certa distanza, in questo modo avremo un piacevole contrasto tra ciò che è solo in parte visibile perché ammantato dalla nebbia e invece ciò che è ben distinguibile perché si trova più vicino all'obbiettivo.

Nella nebbia

Fare attenzione a fotografare con ottiche lunghe, prendendo oggetti posti tutti in campo lungo, l'effetto di un grande strato di nebbia tra l'obbiettivo ed il soggetto appiattisce tutto rendendo l'immagine priva di contrasti.
Fotografare in piena nebbia tende a mettere in crisi gli esposimetri, anche quelli sofisticati; una scena complessivamente molto luminosa, ma poco contrastata genera spesso degli scatti sottoesposti. Impostare una sovraesposizione con valori che variano da +1/2 stop fino a +2 stop in certi casi, riporta l'esposizione complessiva su valori corretti. In alternativa si potrebbe impostare la misurazione in modalità spot in modo da esporre correttamente soltanto quello che interessa (magari un zona della scena meno luminosa), una volta esposto, con il pulsante AE-L di blocco dell'esposizione si potrà cambiare l'inquadratura come meglio si crede.
Nelle giornate di nebbia anche se nella maggioranza dei casi il bianco è impostato su Daylight, "giocare" con le impostazioni del bilanciamento (ad esempio impostarlo su una sorgente al Tungsteno) può enfatizzare la sensazione di "congelamento" del soggetto. E' bene scattare sempre in formato RAW in modo da essere in grado di poter effettuare le correzioni desiderate in sede di post processing senza sacrificare la qualità del risultato.

Effetti sul blu

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