La Composizione fotografica

L'arte non è applicazione di un canone di bellezza, ma ciò che l'istinto e il cervello elaborano dietro ogni canone!
Pablo Picasso

Penso che la composizione in fotografia sia molto simile al ritmo in musica. Se si dispone di grande ritmo si ha anche un grande senso della composizione. La composizione è un’eredità classica. Cioè, come le cose si collocano nell’ambiente, il loro posto e la loro grandezza, le relazioni tra gli oggetti e le persone, tra il fotografo ed il suo soggetto, questi sono tutti elementi di un sentire classico. Nella poesia, il pentametro giambico ha una cadenza simile ai ritmi del corpo. Ecco perché la metrica piace, perché ci si sente comodi, a proprio agio. Il ritmo entra in risonanza con il battito del cuore.
Rodney Smith

 

La composizione è un argomento estremamente vasto è una sorta di alchimia che usa, bilancia e mescola tutti gli ingredienti che troviamo in una fotografia (luci, sfondo, cromia, contrasti, soggetto, ecc.) per produrre come risultato una “bella” immagine.
Cercare e studiare una buona composizione richiede del tempo… avere l’accortezza di percepire la corretta disposizione di tutti gli elementi mentre si inquadra non è un processo inconscio (almeno le prime volte) e richiede attenzione e tempo; per questo le fotografie con una composizione curata non saranno mai generalmente fotografie di reportage, o di eventi sportivi nelle quali si trova generalmente catturata la vita quotidiana, l’azione, ecc.
Le fotografie nelle quali si cura particolarmente la composizione sono le fotografie in studio, lo still-life, le foto di architettura, il paesaggio, il ritratto.
La codifica delle regole base della composizione risalgono alla pittura classica, lo stesso Leonardo da Vinci (1452 - 1519), aiutò il matematico fra' Luca Pacioli (1446 – 1517) nella stesura del trattato “De divina Proportione” che tratta dei problemi relativi all'applicazione della matematica antica alle teorie delle arti figurative, ricercando i principi ordinatori della bellezza artistica nei rapporti matematici e quindi nella proporzione tra le parti: in altre parole composizione!

 

Cos'è la composizione?

La composizione è in buona sostanza la piacevole disposizione degli elementi all'interno di una cornice (la nostra foto) che conferisce all'immagine il maggior potere di attirare l'occhio, e di tenerlo ad esplorare all'interno della struttura il più a lungo possibile.

Edward Weston (1886 – 1958) ha detto meglio: “La composizione è il più forte modo di vedere”.

In poche parole, la composizione è tutta fatta di semplificazione ed esclusione, e bilanciare quello che si ottiene. Ripetere questa operazione fino ad ottenere l'immagine più forte e più semplice possibile, anche se ovviamente non si può mai avere troppa semplificazione in fotografia. Ci si deve sforzare di pensare alla semplificazione ed esclusione tutto il tempo e continuare a bilanciare quello che si ottiene; in questo modo si diventa un fotografo di gran lunga migliore. Si deve continuare a lavorare sul più semplice e più semplice: il risultato sarà un'immagine via via sempre più forte.

Un'immagine confusa (cioè con dentro un sacco di roba a caso) è una cattiva immagine. L'immagine forte che dice “Prendimi!” è l'immagine più semplice ed equilibrata nel miglior modo possibile.

In definitiva non si dovrebbe analizzare o pensare a questo aspetto durante l'inquadratura. Dovreste sentire soltanto questo processo subconscio ed applicarlo automaticamente. Pensare alla semplificazione ed esclusione tutto il giorno: Semplificare ed escludere, quindi bilanciare ciò che è rimasto.

Bisogna organizzare il contenuto all'interno dell'immagine in modo che abbia senso per ogni spettatore che non era lì con voi sulla scena, altrimenti le fotografie saranno niente di più che spazzatura.

Per fare una buona foto, la sua composizione deve mandare un forte messaggio al nostro subconscio; non riguarda i dettagli od il soggetto, ma è ciò che il nostro subconscio tira fuori da tutto l'insieme senza pensarci razionalmente.

La composizione si basa tutta su come ottenere il fondamentale, la struttura sottostante di un'immagine da presentare e il suo ricorso al livello più elementare al nostro subconscio. Questo è ciò che genera il “Wow!” l'elemento che cattura la nostra attenzione. Dobbiamo fare in modo che gli elementi più grandi e più ampi siano disposti correttamente, mantenendo tutto il più semplice e diretto possibile. Più elementi includiamo, più debole diventa l'immagine. Quanto meno ce ne sono, più forte diventa.

Quando si scatta, non ci si deve soffermare a guardare il soggetto o i dettagli. Si deve cercare di sfocare l'occhio e porre l'attenzione in modo da percepire solo le forme di base e le sagome, e quindi spostare queste nel fotogramma per rendere il messaggio più forte possibile.

Alcuni fotografi spesso fanno tutto in modo sbagliato. La composizione riguarda interamente l'ampio, sottolineando l'organizzazione di base degli elementi più grandi nella scena. La composizione non tratta di dettagli o texture. Una fotografia forte non è questione di soggetto. Ciò che ci attira in una buona immagine sono le forme di base, la disposizione dei contrasti e dei colori, questo è ciò che cattura i nostri occhi.

 

La composizione contro il framing

La composizione è l'organizzazione degli elementi all'interno di una cornice che conduce alla più forte, più chiara, più pulita, più semplice, più equilibrata e quindi migliore immagine possibile. La miglior composizione è il modo più forte di vedere un soggetto.
Il Framing è ciò che si fa con lo zoom avanti e indietro, spostando la macchina fotografica su e giù e destra e sinistra, e ruotandola in qualsiasi posizione, anche verticale e orizzontale.
Il Framing non ha quasi nulla a che fare con la composizione, ma purtroppo, pochi fotografi se ne rendono conto. Il Framing non può fare molto per cambiare le relazioni tra gli oggetti.
Il Framing è facile. Uno di solito può incorniciare una foto dopo che è stata scattata con una semplicissima operazione di ritaglio (crop).
E’ sempre possibile tagliare una fotografia per farla rientrare correttamente in una suddivisione che segua ad esempio la regola dei terzi, ma ci deve essere sempre di base una immagine ben composta:

Image crop

Partendo dalla nostra fotografia, sovrapponendo il classico schema di suddivisione in terzi, si ottengono facilmente i lembi da tagliare in modo da riportare le proporzioni corrette; fatto questo l'equilibro generale dell'immagine sarà migliore.

La composizione è molto difficile. La composizione è ciò che fa o non fa una foto. La composizione è l'organizzazione degli elementi nella foto in relazione gli uni agli altri.
L'unico modo per modificare ed ottimizzare l'organizzazione degli elementi all'interno di un'immagine, è quello di cambiare il vostro punto di vista muovendo la macchina fotografica in posizioni diverse (o cambiare le mutue posizioni degli oggetti).
La Composizione richiede lo spostamento della posizione della macchina fotografica, al fine di muovere gli elementi nell'immagine. Volete una roccia più grande in primo piano? Avvicinarsi con un obiettivo più ampio. Vuoi una montagna più grande in background? Un passo indietro e ingrandisci. Si desidera spostare due oggetti per ottenere un accostamento migliore? Spostati in relazione ad essi.
Vuoi trovare la migliore composizione? È necessario spostare la posizione di ripresa, non soltanto la direzione in cui si punta la fotocamera, o semplicemente manovrando lo zoom avanti o indietro.
SI deve cambiare la posizione della macchina fotografica in quattro dimensioni: spostamento a destra e a sinistra, muovendosi avanti e indietro, muovendosi su e giù, ed essere lì al momento giusto.
Una volta raggiunto la migliore posizione in quattro dimensioni, allora, e solo allora, si arriva a preoccuparsi dell'inquadratura, che è semplicemente puntando lo zoom e la macchina fotografica.
Pertanto, non si deve confondere la composizione con il framing. Per ottenere l'immagine che susciti esclamazioni e meraviglia, ci si deve arrampicare in cima alle cose, mettere sotto di esse, rotolarsi per terra, muoversi di fronte ai soggetti e spostare tutto nelle quattro dimensioni. Semplicemente puntando la fotocamera in direzioni diverse o con diverse lenti è il modo migliore per rendere le immagini peggiori.


Definizioni e lezione semiseria di composizione e bilanciamento applicato alla tua ragazza

La tecnica del Framing è come far cadere i bordi della foto sulla propria composizione. E' controllato da dove si punta la fotocamera e dalla lunghezza focale della lente.
La prospettiva è la posizione della fotocamera. La prospettiva è definita da dove ti trovi e a che altezza si tiene la macchina fotografica. La prospettiva non cambia usando lo zoom. La prospettiva cambia solo se si cammina in giro, alzando ed abbassando la fotocamera. Spesso chi utilizza il cavalletto, si azzoppa da solo perché troppo spesso si scatta ogni foto alla stessa altezza, che è raramente la miglior altezza, è soltanto un'altezza "comoda".
La composizione è quando la tua ragazza arriva e ti raddrizza tutte le riviste, le macchine fotografiche, cerca di sistemarti i motori delle moto smontati a metà, le scarpe, i libri, i calzini sporchi che hai lasciato per tutta la casa.
Tutto questo disordine ha perfettamente senso per voi o per me (il famoso disordine organizzato in cui si trova tutto), ma non ha senso per una donna o chiunque altro si avvicina. Tu od io sappiamo esattamente perché e dove tutto è, ma non ha senso per nessun altro. La donna ha bisogno di organizzare in modo da poter capire e in modo che a lei sembri tutto "carino".
Questa è la composizione e la maggior parte degli uomini la odiano. Io lo so per certo. Ecco perché le nostre foto di solito fanno schifo.
Come una stanza sporca, le nostre foto hanno sempre un senso per noi stessi, ma non avranno senso per nessun altro se prima non saranno "ripulite".
Una foto deve immediatamente dare un senso a chi la guarda. Nessuno sta a cercare di capire la nostra fotografia più di quanto chiunque avrebbe cercato di capire perché hai buttato camicie sporche in tre mucchi casuali. Nessuno si interroga sui nostri mucchi di camicie, e nessuno si occuperà delle nostre foto a meno che non sia stato fatto un consapevole sforzo per dargli una pulita.
Tutti i fotografi dilettanti sono troppo preoccupati da ogni sorta di problema tecnico alle loro attrezzature, ma non si preoccupano mai organizzare ciò che inquadrano nelle loro foto quando scattano.
I cataloghi di materiale fotografico, così come i negozi di mobili, ci cullano nell'indurci a pensare che tutto ciò che dobbiamo fare è acquistare la macchina fotografica (o i mobili), e tutto sarà magicamente ben composto e pulito per noi; nessuno si preoccupa di dirti che dovrai fare la polvere in camera tua anche se i mobili esposti nelle vetrine sono sempre perfettamente puliti.
La maggior parte delle persone si mettono nel punto più comodo e via scattano. Si zoomma avanti ed indietro, si guarda a destra e a sinistra, ma questo è tutto. Si ha sempre in mente l'illusione che si possano ottimizzare e sistemare le cose più tardi con un qualunque programma di fotoritocco, o rinunciare del tutto e solo fare un HDR. Proprio come se fossero i nostri salotti, sappiamo che li possiamo ripulire dopo.
DIMENTICATEVELO! ! ! ! ! ! !
Sarà sempre possibile pulire la nostra camera da letto la settimana successiva, ma non è possibile modificare la composizione dopo che l'otturatore si è chiuso.
Un software di fotoritocco può rendere le cose più chiara o più scura o ritagliare spazzatura ai lati, ma è un cane vero e proprio per cercare di spostare gli oggetti all'interno di una cornice. È possibile spostare gli oggetti se li si estrae e li si mette in layer separati, ma non si possono mai muovere le ombre o le sorgenti luminose a meno di iniziare a ridisegnare pixel-by-pixel. Possiamo ancora parlare di fotografia a questo punto? Direi proprio di no.
L'unico modo per garantire una composizione forte è quello di guardare attraverso il mirino e pensare a tutto questo prima di premere il pulsante di scatto.
Spostarsi intorno, cambiare prospettiva, angolo di visuale, questo è ciò che sposta gli elementi nel proprio fotogramma. È possibile modificare le dimensioni relative degli elementi muovendosi e zoommando avanti ed indietro per mantenere la stessa inquadratura. Quando lo fai, gli elementi più vicini si sono ampliati, mentre quelli più distanti sono diventati più piccoli. Questa è la vera ragione per usare lo zoom: perché hai il controllo preciso sulle dimensioni relative degli oggetti in modo che sia possibile creare un equilibrio perfetto.
Spostate gli oggetti intorno a voi stessi se potete. Createvi il vostro modello di spostare qui e là, mettere i puntelli in giro, e se possibile, avere le persone che fanno quello di cui tu hai bisogno, perché di solito è impossibile cambiare in un secondo momento.
I corretti rapporti e le relazioni fra gli elementi della foto, sono tutto nella composizione, e quindi nella fotografia. Henri Cartier-Bresson (1908 – 2004), riguardo al modo in cui si posiziona la fotocamera, ha detto che “un millimetro fa la differenza”.
La composizione in fotografia è l'equivalente di come organizzare la roba in casa. Alcune persone hanno un talento per questo, come le donne, mentre noi uomini di solito ci limitiamo solo a considerare l'aspetto pratico. Alcune persone hanno un talento naturale per far sembrare le cose messe al posto giusto, mentre la maggior parte delle persone non lo fanno.
La composizione fotografica è come l'interior design. Entrambi ordinano elementi nello spazio: il designer organizza la nostra camera, mentre in fotografia si deve pensare a disporre correttamente gli elementi all'interno dello scatto.
Questo richiede pratica e studio attento? Sì! Alcune persone hanno semplicemente l'abilità, l'attitudine, mentre la maggior parte delle persone non ce l'hanno.
I pittori hanno bisogno di immaginare tutto questo nelle loro teste. La pittura è difficile.
I fotografi hanno vita facile: siamo in grado di muoverci e, auspicabilmente, di riconoscere quando le cose sembrano a posto nei nostri mirini.
Se si scatta puntando la fotocamera e limitandosi zoommare avanti e indietro, le fotografie verranno "opache", spente, a prescindere da quanto sia costosa l'attrezzatura fotografica di cui siamo in possesso. Le foto di ognuno di noi sono probabilmente, disordinate tanto quanto la nostra camera da letto.
Proprio come le cose in casa propria, una fotografia sembra buona per gli altri quando si è passati attraverso il processo consapevole di organizzazione (composizione), il tutto per rendere l'immagine più chiara e più forte possibile.
Una fotografia non può essere come una stanza sudicia. In una buona foto è tutto organizzato perfettamente in modo che quando qualcuno la vede per la prima volta, tutto ciò che contiene è ovvio e non ci sono elementi di distrazione.
Quando si vedono immagini scomposte, disordinate, la parola chiave è disattento: il fotografo non ha prestato attenzione prima di scattare. A nessuno interessa se i contorni sono netti o la foto è ben esposta (ogni fotocamera oggi lo può fare automaticamente), ciò che è importante è lo sforzo che metti nel comporre il tuo quadro.
Per un'immagine particolarmente fitta e densa, l'osservatore non è uno che legge nella mente, voglio dire che io posso osservare una fotografia di un gatto o di un capretto o un tramonto. E allora? A cosa dovrebbe prestare attenzione l'osservatore?
Cos'è che fa risaltare una foto o la rende bella? C'è un gesto divertente? Mi stai facendo vedere un unico punto di vista che non ho mai visto prima?
Bisogna chiedersi: cos'è che rende la foto così interessante da indurre un altra persona a passare del tempo ad osservarla? Se non c'è niente, allora è solo un altro orribile snapshot. La fotografia digitale ci ha reso tutti fotografi, ma la gente non fa caso a ciò che scatta, per questo c'è un pulsante Elimina. Utilizzarlo.
Una buona foto ricompensa gli spettatori. Una foto brutta o senza lode e senza infamia spreca il tempo della gente che la osserva, non lasciando emozione.
Se si scatta non sapendo bene il perché, le foto che usciranno probabilmente rientreranno in questa classe. Spesso accade che chi scatta senza cura, centra uno scatto ogni tanto solo per pura fortuna, ma l’unico modo per creare un buon lavoro è di fare costantemente attenzione.
A cosa si deve prestare attenzione? Ecco perché si va a scuola d'arte, e perché la maggior parte dei migliori fotografi del mondo hanno un passato di studi artistici, come Cartier-Bresson (1908 – 2004), Jay Maisel (1931 - ), Ansel Adams (1902 – 1984), e la lista potrebbe continuare all'infinito.
In breve, la composizione è tutta una questione di equilibrio. E' tutta una questione di equilibrio tra luce e buio, caldo e freddo, grande e piccolo, ritmo, motivo, linee e curve, è impatto, è spazio negativo, è la trama e molto di più ancora.
La composizione affronta anche il tema di come gli occhi dello spettatore entrano ed esplorano l'immagine. I nostri occhi sono attratti prima dalle zone più leggere o più contrastate, e da lì esplorano. Non bisogna dare all'occhio nessuna via che lo conduca fuori dell'immagine; non bisogna mai rompere la cornice. Rendere il bordo dell'immagine scuro se una linea potrebbe portare l'occhio fuori, ma ricordarsi anche che le linee possono portare dentro lo sguardo. Noi occidentali leggiamo da sinistra a destra e dall’altro verso il basso; seguendo questa “consuetudine” nell’antica Grecia è stata concepita la cosiddetta regola aurea secondo la quale la parte più importante di una immagine deve essere collocata vicino all'angolo in basso a destra dell'inquadratura.
Perché proprio li? Sostanzialmente perché, in teoria, noi “leggiamo” le immagini allo stesso modo in cui leggiamo un testo scritto: da sinistra verso destra e dall'alto verso il basso. Dal momento che la nostra "lettura" termina nell'angolo in basso a destra, allora questa è proprio la zona in cui noi concentreremo la nostra attenzione per un periodo di tempo maggiore, oppure dove ci soffermeremo maggiormente prima di girare pagina.
Si vogliono comunque tenere gli occhi dello spettatore a restare a vagare nell'immagine. Oscurare i bordi ed alleggerire i punti di interesse previsti, può essere d'aiuto.
Prestate grande attenzione alla vostra composizione durante l'inquadratura. Dimenticatevi della tecnica mentre state scattando. Si può essere ossessionati dalla tutto il tempo che si vuole, ma quando si scatta non si deve pensare a nulla di tecnico.
L'unico motivo per prestare attenzione alle questioni tecniche è da averle a tal punto assimilate da esserne quasi inconsapevoli quando si è fuori a scattare.
Tutto quello che si deve fare quando si scatta è concentrarsi sulla disposizione e l'equilibrio delle cose all'interno del proprio mirino. Si può anche cercare di sfocare lo sguardo in modo da vedere le basi dell'immagine, senza lasciarsi distrarre dai dettagli.
I fondamenti di una buona composizione che stanno alla base di un'immagine avvengono nel subconscio. Le fonti principali di luce, di colore, lo scuro e ciò che notiamo anche come immagine in miniatura sono le cose più critiche.
La nitidezza ha poco a che fare con la composizione, e quindi ha poco a che fare con il valore di un'immagine. La nitidezza è una distrazione che devia la nostra attenzione dagli elementi fondamentali che sono alla base di una immagine forte.
Dirò che ancora una volta: le parti più importanti di ogni immagine sono le cose che sono visibili anche come piccola anteprima. Queste costituiscono l'organizzazione generale, il peso e l'equilibrio di ogni immagine. Se non è possibile ottenere un'immagine che appare bella come miniatura, non è una forte immagine.
Studiando la composizione, concentratevi sulla miniatura. I piccoli riferimenti non sono molto divertenti, ma ci aiutano a vedere meglio gli aspetti base. I grandi riferimenti non vanno bene perché rendono più difficile vedere i fondamenti: vediamo le foglie degli alberi invece della composizione generale dell'immagine.
Le macchine fotografiche di grande formato hanno immagini a testa in giù, questo è una gran cosa perché astrae ulteriormente l'immagine dalla realtà presente, e forzano il fotografo a creare una composizione con basi forti che resistono a prescindere dai dettagli.
Restare focalizzati sui fondamenti della propria composizione, non sui dettagli del soggetto o sulla tecnica. Siate certi che ogni immagine abbia un senso per chi la osserva, non solo per voi.
La composizione è tutto in una foto. Le basi di colore e la forma sono aspetti critici. La questione del soggetto vero e proprio è solo secondaria o terziaria.

 

Piccola digressione storico-matematica sulla sezione aurea

La ricerca di canoni di buona proporzione non è nata con la fotografia, anzi si perde nella stessa storia umana; parlando di composizione in fotografia, di fatto si parla di armonia e percezione di bellezza e di armonia; a tal proposito non si può non citare la sezione aurea o il rapporto aureo, che si ritrova quasi in ogni opera dell'uomo ritenuta "bella".
La conoscenza o perlomeno l'intuizione di un rapporto di proporzione ottimo (aureo), risale alla notte dei tempi, gli Egizi costruirono la piramide di Cheope la cui altezza è con buona approssimazione la sezione aurea del lato di base.
Secondo i Greci rappresentava un valore proporzionale ideale, tant'è vero che nel Partenone l'altezza delle colonne, dalla cima alla base, è sezione aurea dell'altezza totale dell'edificio, ma non solo infatti l'intero edificio è costruito su precisi canoni di proporzione:

Partenone

Il grande scultore Fidia (490 a.C. - 430 a.C.), ritenuto interprete per eccellenza dei canoni estetici classici ne fa largo uso nelle sue sculture:

Fidia

Platone (428 a.C – 348 a.C.) stesso diceva che l'universo era costituito secondo il rapporto aureo (e viste le successive scoperte di Keplero (1571 - 1630), non aveva tutti i torti.
In tempi più recenti lo stesso Leonardo da Vinci (1452 - 1519) con il suo studio dell'uomo di Vitruvio nel quale il rettangolo aureo fu proprio utilizzato come canone di costruzione geometrica:

Uomo di Vitruvio

Il Botticelli (1445 - 1510) con la sua Venere fece largo uso del rapporto aureo quale proporzione ideale per la rappresentazione della figura umana "perfetta":

Venere di Botticelli

Più vicino ai giorni nostri uno dei maggiori sostenitori dell'applicazione della sezione aurea all’arte e all’architettura fu Charles-Edouard Jeanneret (Le Corbusier 1887 - 1965). La sua ricerca di una standardizzazione delle proporzioni culminò nel Modulor, una rappresentazione di un uomo con un braccio alzato con tutti i punti "notevoli" individuati secondo i canoni del rapporto aureo:

Modulor

Sulla base di queste proporzioni Le Corbusier studiò tutta una serie di altezze da applicare agli arredi (sedie, tavoli, pensili, ecc.) in modo che questi fossero corrette sulle proporzioni dell'uomo; l'armonia delle sue creazioni che seguivano fedelmente questi dettami è ancora oggi un piacere per gli occhi.

Quindi cos'è questo rapporto aureo? E' in buona sostanza un particolare rapporto di proporzione tra due diverse lunghezze.
Quindi proporzione tra cosa e cosa? Il rapporto aureo, o proporzione aurea, è il rapporto fra due segmenti di cui il più grande è medio proporzionale fra il più piccolo e la loro somma.

a / b = b / (a - b)

Ovvero, se consideriamo per semplicità a = 1, b dovrà soddisfare la seguente equazione:

b² + b - 1 = 0

cioè dovremo avere b = ~ 0,6180339887... ed è un numero irrazionale i cui decimali sono infiniti e non periodici.
La sezione aurea gode di una proprietà molto importante, la proprietà iterativa, ovvero aggiungendo ad un segmento la sua sezione aurea si ottiene un nuovo segmento di cui quello dato è sezione aurea.
In termini geometrici dato un rettangolo, esso si definisce aureo quando l'altezza è la sezione aurea della base.

Rettangolo Aureo

Restando sempre sul nostro rettangolo aureo e dividendolo in due parti secondo la lunghezza minore pari a 0,618... otterremo un quadrato ed un rettangolo: il rettangolo generato è simile al rettangolo originario ed è ancora un rettangolo aureo. Potremmo ripetere l’operazione teoricamente all’infinito e le proporzioni dei rettangoli generati resterebbero invariate. Questa proprietà proporzionale è chiaramente emergente soltanto su un rettangolo generato da un rapporto aureo.
Immaginiamo di andare avanti un grande numero di volte e successivamente di unire i punti aurei (seguendo sempre lo stesso verso) con un curva che sia ogni volta tangente al segmento che tocca nel punto aureo. Quella che otterremo è una spirale logaritmica.


Si arriva sempre ad una spirale anche se si parte da una particolare successione di numeri, questa serie di numeri è nota come la serie di Fibonacci. Leonardo Pisano Bigollo (1170 – 1250) conosciuto come il Fibonacci, fu matematico pisano al quale dobbiamo, tra l'altro, anche l'introduzione dei numeri arabi in occidente. Egli scoprì una particolare serie di numeri, tutt'oggi conosciuta con il suo nome che si compone di numeri che hanno la particolarità che ognuno di essi è la somma dei due numeri precedenti:

Spirale aurea

0, 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89, 144, 233, 377, 610, 987, 1597, 2584, 4181, 6765....

Se facciamo il rapporto tra due numeri successivi di questa infinita serie scopriamo che il valore di tale rapporto man mano che i numeri nella serie crescono, tende ad essere all'infinito uguale proprio al rapporto aureo f; in termini matematici:

Limite rapporto aureo

Geometricamente, se tracciamo una serie di quadrati aventi il lato delle dimensioni indicate dalla serie di Fibonacci, e ne congiungiamo i punti notevoli con archi di cerchio, otteniamo la spirale di Fibonacci, la cui forma all'infinito ricalca quella della spirale logaritmica, ottenuta partendo dalla suddivisione del rettangolo aureo:

Spirali aurea e logaritmica

In natura ci sono innumerevoli esempi di questo tipo:
Gli accrescimenti di molti molluschi marini seguono questo andamento a spirale:

Accrescimento a spirale

il nautilus in modo particolare ha un accrescimento che segue in modo estremamente fedele l'andamento della spirale logaritmica:

Nautilus


La disposizione dei semi del girasole segue fedelmente la spirare aurea:

 

Girasole

In Astronomia, le galassie si sviluppano e si strutturano lungo una spirale logaritmica. Le particolarità della proporzione aurea, sono presenti anche nella geometria più semplice:

Pentagono regolare

Se ad esempio prendiamo un pentagono regolare, scopriamo che il lato del pentagono b è la sezione aurea della diagonale a e che le diagonali stesse si intersecano in due segmenti c e d che sono l'uno la sezione aurea dell'altro, tanto è vero che l'incrocio di tutte le diagonali sottende a sua volta un'area che è ancora un pentagono regolare rendendo possibile, come per la spirale logaritmica, un'infinita suddivisione a ritroso.
Questa lunga digressione alla fine ci porta a dedurre come l’essere umano, osservando la natura e l’armonia che da essa viene, abbia identificato nella proporzione aurea e nella spirale logaritmica una sua astrazione che ben la descrive.


E la regola dei terzi? Semplice, la fotografia ha avuto la sua prima grande diffusione di massa con il formato APS 24x36 che sono in rapporto 2/3, cioè 0.66 abbastanza vicino allo 0.62 approssimato della proporzione aurea, inoltre dividendo il fotogramma esattamente in terzi si ottengono 9 rettangoli ancora di proporzione 2/3, in buona sostanza quindi possiamo dire che la regola dei terzi è una comoda e per lo più accettabile approssimazione della proporzione aurea.
Volendo rispettare più precisamente i canoni aurei è sempre possibile suddividere idealmente un fotogramma secondo una griglia "aurea":

Suddivisione con spirali auree

Questa suddivisione è quella che si ottiene dall'inserimento delle spirali auree nel fotogramma:

 

Lo schema che ne deriva è molto simile rispetto a quello dei terzi, ma la sezione centrale risulta essere più ristretta. Il nostro cervello pur non conoscendo le proprietà matematiche che rendono il rapporto aureo f un numero speciale ne sa riconoscere l’armonia in maniera istintiva. Questo è ciò che rende le tecniche derivate dalle proporzioni auree forse le più importanti fra le tecniche di composizione.
Molte tecniche di composizione si basano sulla suddivisione della scena attraverso delle linee guida. Allineando i soggetti su queste linee o posizionandoli nelle intersezioni è possibile creare delle composizioni con una maggiore forza comunicativa.

 

Alcuni suggerimenti

Parlare di composizione è un argomento veramente ampio... per chi inizia a curare la composizione delle proprie fotografie può trovare iniziale aiuto seguendo alcune indicazioni di base:

  • Cercate di avvicinatevi al soggetto. Maggiore è l'importanza che il soggetto assume nella foto, più impatto avrà l'immagine.

Micio

 

  • Ci sono molti schemi compositivi diversi, ma si possono generalmente raggruppare in due grandi categorie: schemi simmetrici, nei quali la scena risulta fortemente statica, stabile e rigida, e schemi asimmetrici che danno più vivacità e dinamismo alla scena

Riflesso

Ayas

 

  • La regola base di composizione dei terzi. Suddividete l'immagine in nove riquadri ipotetici, tracciando due linee verticali e due linee orizzontali distanziate con uno spazio pari a un terzo della larghezza o dell'altezza dell'immagine (alcune macchine fotografiche possono farlo vedere direttamente sul display). Collocate i punti di maggiore interesse del soggetto in corrispondenza dei nodi d'intersezione di queste linee oppure sulle linee stesse. Evitate di collocare il soggetto esattamente al centro oppure ai bordi dell'immagine, a meno che vogliate creare un effetto particolare sfruttando il contrasto creato dagli altri elementi nell'immagine (come ogni regola ci sono le dovute eccezioni, la si può sempre violare a condizione di essere bravi nel farlo).

Suddivisione in terzi

 

  • Nel fotografare persone fotografate figure intere! Una gamba, un braccio troncati a metà creano una cattiva impressione. Se volete un'inquadratura a mezzo busto, eliminate del tutto le gambe, non lasciate moncherini, e via di questo passo.
  • Se fotografate un panorama oppure un oggetto che ha sviluppo orizzontale assicuratevi che le linee orizzontali siano tali e non pendano da un lato oppure dall'altro; alcune macchine fotografiche hanno una livella elettronica incorporata che può aiutare.

Panorama

 

  • Evitate sfondi troppo ricchi. Uno sfondo pieno di cose oppure uno sfondo molto appariscente distrae dal soggetto. Talvolta, benché lo sfondo sia relativamente libero, ci sono oggetti che capitano in posizioni sfortunate, come ad esempio un palo o un albero che sembrino uscire dalla testa; Spostatevi o spostate il soggetto rispetto a ciò che ha dietro.

Fiore

 

  • Cambiate angolo di visione rispetto al consueto. L’altezza e l’angolo di ripresa sono importanti al fine di ottenere un’immagine che attrae. Tante volte basta alzare la fotocamera sopra la testa oppure abbassarla a livello della vita per ottenere effetti creativi interessanti; quando una fotografia propone un punto di vista diverso da quello che noi abbiamo usualmente, l'immagine è di maggior impatto.

Vecchia locomotiva

 

  • Mantenete l'immagine “pulita”. Minori saranno gli elementi presenti, meglio sarà; immagini con dentro troppa roba risultano confuse e di minor effetto.

Canna palustre

 

  • Cornici naturali: spesso una cornice aiuta a dare forza all'inquadratura della foto; molte volte la natura stessa ci viene incontro… porre attenzione ai dove si può posizionare la macchina fotografica, non solo in relazione al soggetto, ma anche a tutto ciò che sta tra l’obiettivo ed il nostro soggetto

Sentiero in roccia

  • Allenate il vostro sguardo. Ci sono tanti libri di fotografie in giro; prendete quelli dei grandi fotografi contemporanei e passati ed imparate ad osservare le loro opere, educate la vostra percezione

 

Piccola antologia

  • È un'illusione che le foto si facciano con la macchina, si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa. Henri Cartier-Bresson
  • Dieci fotografi di fronte allo stesso soggetto producono dieci immagini diverse, perché, se è vero che la fotografia traduce il reale, esso si rivela secondo l'occhio di chi guarda. Gisele Freund
  • Il desiderio di scoprire, la voglia di emozionare, il gusto di catturare, tre concetti che riassumono l'arte della fotografia. Helmut Newton
  • C'è una grande differenza tra lo scattare una foto e fare una fotografia. Robert Heinecken
  • Noi fotografi abbiamo sempre a che fare con cose che svaniscono di continuo, e quando sono svanite non c'è espediente che possa farle ritornare. Non possiamo sviluppare e stampare un ricordo. Henri Cartier-Bresson
  • Spesso ho pensato che se la fotografia fosse "difficile" nel vero senso della parola - nel senso cioè che la creazione di una semplice fotografia richiedesse lo stesso tempo e la stessa fatica di un buon acquerello o di una buona incisione - il salto qualitativo della produzione media sarebbe enorme. L'assoluta facilità con cui possiamo produrre una immagine banale porta spesso ad una totale mancanza di creatività. Dobbiamo tener presente che una fotografia può contenere soltanto quello che ci abbiamo messo dentro, e che nessuno ha mai saputo sfruttare appieno le possibilità di questo mezzo d'espressione. Ansel Adams
  • Fotografare è mettere sulla stessa linea di mira la testa, l'occhio e il cuore. Henri Cartier-Bresson
  • Le tue prime 10,000 fotografie sono le peggiori. Henri Cartier-Bresson

 

 

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Comments   

 
+3 #3 Alex 2012-09-09 15:42
Complimenti per l'articolo! molto ben fatto.
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+1 #2 luca 2011-09-24 19:30
Quoting andrea:
Bellissimo articolo i miei piú vivi complimenti

Saluti

Andrea Sgreccia


Grazie Andrea... scrivere questi articoli è davvero un lavoraccio, ma ricevere commenti positivi fa davvero piacere. Vuol dire che il mio lavoro è tornato utile a qualcuno
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+1 #1 andrea 2011-09-22 15:30
Bellissimo articolo i miei piú vivi complimenti

Saluti

Andrea Sgreccia
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