Fotografie significative nella storia

Tratte in buona parte dal sito della National Geographic Society, fondazione per la quale lavorano ad oggi i migliori fotografi del mondo, ho raccolto una serie di fotografie che definirei particolarmente significative.
Alcune di queste sono delle prime assolute in termini di capacità e tecnica utilizzata ed hanno costituito delle vere e proprie pietre miliari nella storia della fotografia; altre hanno particolare significato perché sono immagini storiche, testimoni dei traguardi veri e propri raggiunti dall’umanità intera.

 

Secoli di progressi nella chimica e nell’ottica, inclusa l’invenzione della camera oscura, hanno gettato le basi per la prima fotografia. Nel 1826 lo scienziato francese Joseph Nicéphore Niépce, scatto questa fotografia, intitolata View from the Window at Le Gras , nella casa di famiglia in campagna.
Niépce realizzò questa fotografia, una vista del paesaggio e delle costruzioni circostanti fuori dalla finestra del piano superiore di casa, esponendo alla finestra per diverse ore una lastra ricoperta di bitume all’interno di una camera oscura.

 

Nei primi del 1839, il pittore e chimico francese Louis-Jacques-Mandé Daguerre fotografò una strada parigina dalla finestra del suo appartamento utilizzando una camera oscura ed il suo processo denominato dagherrotipo appena inventato. A causa del lungo tempo di esposizione (diversi minuti) non appaiono gli oggetti in movimento (cavalli, carri e pedoni). Nell’angolo in basso a sinistra una persona ignota è rimasta però ferma tempo a sufficienza per essere la prima persona in assoluto ad essere stata immortalata in una fotografia.

 

Nel 1847, uno dei primi pionieri della fotografia Thomas Easterly, realizzò un dagherrotipo di una scarica di un fulmine, la prima fotografia che catturò questo fenomeno naturale. Principalmente un ritrattista, Easterly realizzò anche fotografie di panorami, insolite per i “dagherrotipisti”.

 

Dagherrotipi di panorama

Sebbene le prime tracce di un brevetto per una macchina fotografica panoramica vengono attribuite all'austriaco Joseph Puchberger nel 1843, la prima serie di dagherrotipi contigui per realizzare un panorama è una serie di lastre del 1851 realizzate dal fotografo Martin Behrmanx. Di questa serie si suppone ce ne fossero originariamente 11 tavole, ma i dagherrotipi originali sono andati perduti.

 

Panorama

Con il progredire della tecnica (con l'invenzione del processo a "Collodio umido" di gran lunga meno costoso del dagherrotipo), i fotografi potevano avere dei panorami ottenuti affiancando da 2 fino a 12 stampe consecutive; ne è un esempio questa immagine di George N. Barnard realizzata a scopi militari durante la guerra civile attorno al 1860.

Meglio conosciuto per i suoi contributi alla teoria dell’elettromagnetismo, il fisico scozzese Clerk Maxwell, durante la sua vita si dedicò anche alla teoria del colore, realizzando la prima fotografia a colori nel 1861.
Maxwaell creò l’immagine del nastro di tartan fotografandolo in tre immagini attraverso filtri rosso, blu e giallo, e ricombinando le immagini in una singola immagine a colori.

 

Uno sconosciuto fotografo ispirò generazioni di cacciatore di tempeste quando catturò la prima fotografia conosciuto di un tornado.
L’immagine in bianco e nero fu scattata il 28 Agosto del 1884 a circa 45 chilometri a sud di Howard, South Dakota.

 

Per dirimere una scommessa, se o meno un cavallo al galoppo solleva contemporaneamente tutte le zampe da terra, portò il fotografo Inglese Eadweard Muybridge a sviluppare le prime fotografie per catturare una sequenza di movimento. Nel 1878 Muybridge mise in fila lungo una pista 24 macchine fotografiche azionate da un filo. Le fotografie risultanti, Il cavallo in movimento, provarono che tutte e 4 le zampe vengono sollevate durante il galoppo e posero le basi per le prime fotografie di movimenti.

 

Alcune tra le prime fotografie aeree vennero furono scattate non dall’uomo, ma da uccelli. Nel 1903, l’ingegnere Tedesco Julius Neubronner mise insieme una macchina fotografica ed un timer che vennero attaccati al collo di alcuni piccioni. L’esercito Tedesco notò l’approccio innovativo alla fotografia aerea di Neubronner, e a ridosso della seconda Guerra mondiale i piccioni stavano realizzando in segreto fotografie aeree sia per le forze alleate che per quelle dell’asse.

 

Questa fotografia con il flash, di una antilope dalla coda bianca con i suoi piccoli, fu tra le prime fotografie notturne ad animali al mondo, scattata da un fotografo e naturalista George Shiras. Pioniere della fotografia con il flash e della fotografia comandata a distanza, Shiras fece questo scatto presso il Whitefish River, in Michigan, nel 1906 utilizzando una macchina fotografica con il flash controllato in remoto in modo da scattare quando un animale passa nel filo della “trappola”.

 

Nell’Aprile del 1909, l’ammiraglio Robert Peary e la sua squadra (nella foto), compresi gli Inuit Ooqeah, Ooatah, Egingwah, e Seeglo l’americano Matthew Henson, furono I primi esploratori a raggiungere quello che loro credevano essere il polo Nord. Studi successivi trovarono che in realtà Peary era ancora a 30-60 miglia dal polo.

 

Durante una spedizione del 1910 della National Geographic Society, un fotografo si inginocchia presso la riva di Yakutat Bay, in Alaska, per lavare i suoi negativi nell’acqua di mare. Avendo a disposizione tecnologie limitate ed affrontando missioni in luoghi remoti, i primi fotografi del National Geographic misero a punto sempre metodi ingegnosi per produrre le immagini migliori.

 

Nel 1912 l’esploratore e professore presso l’università di Yale Hiram Bingham, stava cercando nelle Ande peruviane l’antica capitale Inca di Vilcabamba, quando lui e la sua guida si imbatterono in uno dei più grandi ritrovamenti archeologici della storia. Grazie alle sue fotografie della città perduta di Machu Picchu, Bingham ed il National Geographic aiutarono a far uscire gli archeologi dai loro scavi e a farli entrare nelle case della gente.

 

La stanza della cupola nella Carlsbad Cavern nel New Mexico, segnò la prima fotografia a colori fatta sotto terra, pubblicata nel numero del National Geographic di Settembre del 1925. Il National realizzò parecchie “prime” fotografiche, inclusa la prima foto a colori subacquea e la prima foto a colori scattata in aria.

 

La fotografia a colori subacquea nacque con questo scatto, fotografato nelle Florida Keys nel golfo del Messico da William Longley ed il fotografo dello staff del National Geographic Charles Martin nel 1926. Equipaggiati con una macchina fotografica chiusa in una scatola a tenuta stagna e con libbre di polvere di magnesio altamente esplosiva da flash per l’illuminazione subacquea, la coppia fu pioniera della fotografia sott’acqua.

 

Un lampo di polvere di Magnesio altamente esplosiva da flash, premise ai fotografi Longley e Martin di realizzare la prima fotografia di vita subacquea. Per scattare la fotografia, facendo scattare l’otturatore della macchina, interveniva una batteria su di una zattera che si trascinavano dietro. La batteria innescava l’esplosione della polvere di magnesio, che poteva illuminare sott’acqua fino a 4,5 metri di profondità.

 

Un simbolo di un gigantesco passo dell’umanità; in questa foto di “un piccolo passo per l’uomo”, l’astronauta Buzz Aldrin, mostra una delle prime impronte umane lasciate sulla superficie della luna. Aldrin fece questa fotografia di una delle sue impronte durante la missione NASA dell’Apollo 11 nel 1969.

 

Questa famoso scatto rappresenta la prima fotografia della terra nella sua interezza. Venne scattata nel 1972 quando l’equipaggio dell’Apollo 17 lasciò l’orbita terrestre in direzione della luna. Con il sole alle spalle l’equipaggio aveva una vista perfetta di tutto il pianeta azzurro.

 

Quando il fotografo del National Geographic Steve McCurry, scattò nel 1984 questa fotografia in un campo per rifugiati Afgani in Pakistan, lo scatto diventò uno dei ritratti più famosi che il mondo avesse mai visto. La ragazza afgana con i penetranti occhi verdi affascinò chiunque. Questo fascino provò, ancora una volta, il potere della fotografia di far aprire gli occhi, il cuore e le menti con una singola immagine.

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