Nikon GP-1

Il GPS
Il sistema GPS (Global Positioning System) è un sistema di radiolocalizzazione bastato su numerosi satelliti che è stato messo in funzione da parte del Dipartimento della difesa americana (DoD), dal quale è tuttora gestito; il sistema GPS è divenuto pienamente operativo nel 1994.
Questi satelliti (originariamente di parla di una prima costellazione di 24 satelliti su un'orbita circolare a 20.200 Km dalla terra con un periodo d'ordita di 12 ore) trasmettono su due frequenze note L1=1575,42 MHz ed L2=1227,6 Mhz un particolare segnale radio.
Senza voler entrare in dettagli che in questa sede non ci interessano particolarmente, ci è sufficiente sapere che, tramite un apposito ricevitore, il sistema GPS permette di identificare la propria posizione in modo ben preciso (con un errore nell'ordine di grandezza di qualche metro) in qualunque parte del globo ci troviamo.
Con la ricezione contemporanea di almeno 3 satelliti siamo infatti in grado di conoscere la nostra posizione come Latitudine e Longitudine, e se riceviamo anche il 4° satellite anche la quota alla quale ci troviamo.

Schermata coordinate

Il ricevitore GPS GP-1 della Nikon è un add-on che ci permette di inserire direttamente negli appositi campi EXIF delle nostre fotografie le coordinate geografiche (Latitudine e Longitudine), la quota, l'orario (UTC). Non essendo il GP-1 dotato di bussola digitale interna il campo "Heading" (sulla macchina fotografica con i menù in lingua Italiana è descritto come "Orientamento bussola") rimane correttamente vuoto (faremo, per completezza, soltanto un breve accenno in fondo a questa recensione su come impiegare altri dispositivi GPS su un corpo macchina Nikon), ma andiamo con ordine.

Cosa troviamo nella confezione
Una volta aperta la scatola del nostro GP-1, all'interno troviamo oltre all'unità ricevente, un paio di cavetti, uno (GP1-CA10) con il terminale a 10 poli con corona filettata (destinato ai corpi Nikon di fascia alta: D3, D700, D300, D2X, D2XS, D2HS, D200) e l'altro (GP1-CA90) con il connettore adatto al corpo D90. Troviamo inoltre un completo ed illustrato manualetto d'istruzione multilingue e l'adattatore per poter fissare l'unità ricevente alla cinghia tracolla.

Contenuto confezione

C'è proprio tutto quello di cui abbiamo bisogno.

L'unità ricevente
La piccola unità ricevente è realizzata con l'alta qualità tipica di casa Nikon, waterproof ed ogni connessione è protetta anche quando non è utilizzata.
Il GP-1 riceve l'alimentazione direttamente dal corpo macchina, questo significa che concorre al consumo della batteria, ma tramite le impostazioni nel menù della macchina è possibile disattivarlo contestualmente alla disattivazione dell'esposimetro (con tempi configurabili da pochi secondi a 10 minuti).

Schermata menù

Va detto comunque che le opzioni di menù e le possibilità di configurazione del GP-1 variano a seconda del corpo macchina a cui l'unità viene connessa; per maggiori dettagli è bene fare sempre riferimento al manuale d'uso della propria macchina fotografica.
Dato che l'utilizzo del GP-1 impegna la presa sul corpo macchina, e non renderebbe pertanto utilizzabile in contemporanea lo scatto remoto, Nikon ha ben pensato di dotare l'unità ricevente di un'ulteriore connessione alla quale si può montare l'unità di scatto remoto a filo MC-DC2 (nato dedicato al corpo D90), al posto degli scatti remoti MC-36 o MC-30 nati per la connessione sui corpi macchina con la presa a 10 poli.

Cavetto remoto

Sull'unità ricevente trova anche posto una presa mini-USB per collegare il GP-1 ad un PC via cavo UBS standard. In questo caso l'alimentazione dell'unità arriva direttamente dalla connessione USB ed è possibile utilizzare l'unità GP-1 come ricevitore GPS (per esempio su un PC portatile).

Connessioni GP-1

I driver per Windows (la corrispondente versione dei driver per MAC al momento della stesura di questa recensione non risultano ancora disponibili) sono scaricabili dalla pagina di supporto di Nikon USA da qui.

Montaggio

Montare l'unità GP-1 è veramente semplice. Il ricevitore ha nella parte inferiore un aggancio adatto per la slitta del flash:

GP-1 da sotto

In questo modo lo possiamo fissare agevolmente al posto del flash ed il fissaggio meccanico è presto fatto.

Se montato sulla slitta del flash ricordiamoci però che l'ingombro del GP-1 rende inutilizzabile il flash built-in del corpo macchina (quelli che ne sono dotati) o l'uso di un'unità flash esterna; in alternativa è possibile (e per quanto mi riguarda consigliabile) fissare l'unità GPS alla cinghia tracolla tramite l'aggancio fornito in dotazione.

Schema fissaggio su cinghia

Il montaggio del cavetto all'unità ricevente richiede un po' più di accortezza; per evitare infiltrazione di umidità, sporco, ecc. il connettore deve essere leggermente forzato nella sua sede, ma si deve fare attenzione ad allineare correttamente le due frecce (connettore del cavetto ed unità GPS) come illustrato nel manualetto d'istruzione:

Connessione GP-1

L'altra estremità del cavetto (sia che si tratti del connettore a 10 poli del GP1-CA10 o del connettore "mini-USB like" del GP1-CA90) va inserita nell'alloggiamento presente nel corpo macchina sempre come indicato nel manualetto d'istruzione:

Connessione su corpo macchina

Nel connettore a 10 poli, la presenza della ghiera metallica esterna filettata rende estremamente sicuro il fissaggio del cavetto ed inoltre il contatto è anche efficacemente protetto conto sporco, acqua ecc., ma riuscire ad avvitarlo è, devo dire la verità, piuttosto difficile. Lo spazio per le dita è veramente esiguo e si fatica un poco.

Utilizzo
Quando collegato al corpo macchina l'unità GPS, sul display superiore della macchina compare subito la scritta GPS che rimane lampeggiante fino a ché l'unità non ha ancora "agganciato" i satelliti, per diventare poi fissa una volta che sono stati identificati almeno i 3 satelliti necessari all'identificazione della posizione.

Displey superiore

Sull'unità GP-1 è inoltre presente un led che fornisce lo stato dell'unità con maggiore dettaglio:

  • Colore rosso fisso: l'unità non è stata in grado di acquisire i satelliti (per esempio siamo all'interno di un edificio)
  • Colore rosso lampeggiante: l'unità sta cercando i satelliti
  • Colore verde lampeggiante: l'unità ha agganciato tre satelliti (il minimo per avere i dati di Latitudine, Longitudine ed UTC)
  • Colore verde fisso: l'unità ha agganciato 4 o più satelliti i dati di georeferenziazione saranno sempre più accurati mano a mano che cresce il numero di satelliti agganciati; Nikon dichiara in condizioni di "open sky" quindi senza ostacoli vicini (ad esempio il solito edificio) un'accuratezza di 10 metri.

Led verde

Dopo un "avvio a freddo" (cold start) l'unità ci mette un po' di tempo (anche più di un minuto secondo le nostre prove, mentre Nikon dichiara approssimativamente 45 secondi) a riagganciare i satelliti, mentre in avvio a caldo il tempo necessario per agganciare i satelliti è notevolmente inferiore (una manciata di secondi).
Ricordiamo che per cold start si intende quando si accende l'unità GPS dopo un periodo di inattività abbastanza lungo o dopo che ci siamo spostati di parecchio (per esempio un viaggio aereo); in questo caso l'insieme di satelliti che l'unità "vede" è completamente diverso da quelli agganciati l'ultima volta e per questo motivo il tempo per identificare la posizione risulta notevolmente più lungo.
Sebbene tenere il ricevitore agganciato alla cinghia tracolla è più comodo, abbiamo notato che il tempo necessario per acquisire i satelliti è inferiore se il ricevitore viene mantenuto in posizione orizzontale.
Una volta che i satelliti sono stati agganciati (led sull'unità di colore verde), nelle foto che scattiamo verranno inseriti tutti i dati del GPS.
Questi dati rimarranno nel file indipendentemente dal formato con cui lo facciamo salvare alla macchina fotografica, e verranno trasferiti sul nostro PC in quanto parte integrante del file stesso.
Sia attraverso i software Nikon come il View NX2 oppure il Capure NX2 è possibile visualizzare i dati che il GPS ha inserito nella fotografia:

Dati Capture NX2

Gli stessi dati, possono comunque essere visualizzati direttamente da Windows sena avvalersi di nessun software particolare: direttamente dalla visualizzazione dell'immagine con il bottone destro del mouse:


Fotografia con dati GPS

nella tendina dettagli delle proprietà del file vengono infatti visualizzate le medesime informazioni, anche se in modo meno facilmente leggibile (solo perchè i dati vengono forniti con un formato leggermente differente).

Proprietà file Windows


La georeferenziazione delle fotografie
Fino a ché facciamo le fotografie nei nostri "soliti" spot preferiti ci è facile con un rapido colpo d'occhio riconoscere il posto e risalire al luogo della fotografia, ma quando le località, e soprattutto le fotografie, cominciano ad essere tante la cosa diventa ben più difficile.
Allo stesso modo se nella fotografia non è presente nessun dettaglio dal quale siamo in grado di risalire al luogo (es. una macro) possiamo fare affidamento solo alla nostra memoria, ma con migliaia di fotografie la cosa diventa davvero improponibile.
Prima dell'avvento di questi dispositivi, poter collegare una fotografia ad un luogo specifico era davvero un'impresa, ed in ogni caso il lavoro doveva essere fatto tutto manualmente con software dedicati.
Oggi con la comparsa sul mercato di macchine fotografiche con ricevitore GPS integrato o, nel nostro caso, di unità GPS nate per essere collegate alle macchine fotografiche, l'attribuire ad una fotografia data, quota e posizione è un'operazione automatica.
Mediante programmi online quali Panoramio oppure My Picture Town di Nikon, in un attimo è possibile mettere una fotografia, contenente le informazioni passate dal GPS, online e legarla al relativo luogo su una mappa.

Conclusioni
L'unità GP-1 di Nikon è concepita bene, realizzata altrettanto bene e svolge egregiamente il suo compito; una volta che ha agganciato i satelliti l'unità è completamente autonoma e per inserire i dati GPS nelle fotografie non necessita di nessun intervento dal parte dell'utente.
La costruzione waterproof è stata testata sotto una mezza giornata di pioggia ininterrotta e l'unità GP-1 non ha perso un colpo, una volta ispezionati i connettori sono risultati internamente perfettamente asciutti, davvero niente male!
Tramite i satelliti GPS (equipaggiati con precisissimi orologi atomici) l'unità GP-1 può anche fornire un'ora di riferimento esatta sulla base della quale è possibile regolare l'orologio interno della macchina fotografica, semplicemente tramite configurazione del menù della macchina fotografica stessa. Questa possibilità è apparsa molto di recente, per esempio è possibile farlo sulla D700 dopo aver aggiornato il Firmware della macchina alla versione 1.02, ma non siamo sicuri che possa essere una funzione presente su tutti i corpi macchina a cui il GP-1 è adattabile.
Le performance in termini di velocità di aggancio dei satelliti (cold start ed hot start), sia in termini di precisione, ci è sembrato assolutamente in linea con la maggior parte dei sistemi GPS per uso civile.
Il consumo di batteria (Nikon dichiara un assorbimento di 180mA) può essere limitato potremmo dire quasi a piacimento facendo in modo che l'unità GPS si disattivi in concomitanza alla disattivazione dell'esposimetro (l'intervallo di tempo è ampiamente configurabile); se però doveste avere davanti una singola giornata di fotografia, dopo che abbiamo condotto test vari per due settimane ci sentiamo tranquilli nel consigliarvi di disattivare lo spegnimento dell'esposimetro, a termine giornata avrete ancora batteria senza troppi patemi d'animo.
Il cavetto di collegamento ci è sembrato abbastanza poco flessibile, avremmo preferito materiali più morbidi per l'isolante; questa rigidità del cavetto si accentua ulteriormente in condizioni di freddo, ma è meno fastidiosa se si utilizza l'unità attaccata alla cinghia tracolla con l'apposito accessorio (cosa che consigliamo), e non ci dimentichiamo che con il GP-1 fissato sulla cinghia tracolla siamo liberi sia di utilizzare il flash built-in dei corpi che ne sono dotati, sia le unità di flash esterne.
Il prezzo, attorno ai 200 Euro (non proprio "popolare" diciamo), lo rende un accessorio piuttosto costoso, ma la qualità costruttiva anche waterproof, la funzionalità e la qualità come ricevitore GPS unita ai bassi consumi, ne giustificano il costo.



L'uso di altri ricevitori GPS
Come accennato all'inizio di questa recensione, segnaliamo che c'è la possibilità di collegare altri ricevitori GPS ad alcuni corpi Nikon. Esiste infatti in commercio un apposito cavo adattatore (MC-35) che fa da interfaccia tra il corpo macchina (mediante il connettore a 10 poli) e l'uscita seriale (D-sub 9 pin) di un ricevitore GPS di terze parti.

Cavo adattatore GPS esterno

E' sufficiente che l'unità GPS sia in grado di trasmettere i dati secondo lo standard della National Marine Electronics Association NMEA0183 (4800baud) e la macchina fotografica è in grado di dialogare con l'unità GPS inserendo nei vari campi EXIF le informazioni che riceve, inclusa (ovviamente se l'unità GPS è in grado) la direzione (heading), campo che con il GP-1 rimane vuoto.

Il vantaggio nell'impiegare una soluzione di questo tipo è che l'unità GPS prende l'energia dalle proprie batterie, non andando in questo modo ad incidere sul consumo della batteria della macchina; questo generalmente ci assicura da un lato maggiore autonomia, e dall'altro che al peggio avremo il GPS non funzionante perchè scarico, ma saremo comunque in grado di continuare a scattare. La contropartita sta essenzialmente nel fatto che portare con sé la macchna fotografica con un GPS tradizionale collegato tramite 2 cavi non è il massimo della comodità.

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Comments   

 
+1 #1 Dario 2011-09-22 16:11
Io ne ho uno "cinese" che comunque fa il suo lavoro, le foto geo localizzate sono veramente una [censored]ta, soprattuto per chi viaggia molto e non si ricorda dove ha fatto certe foto, l'unico difetto e' il consumo batteria dell'unita' gps che e' piuttosto forte.
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