Motard

Il motard: letteralmente a metà strada tra la pista ed il cross; pneumatici quasi completamente senza scolpitura montati su motociclette con escursioni delle sospensioni da cross. Gare spesso che alternano durante ogni giro tratti di asfalto su una vera e propria pista a tratti su sterrato con tanto di salti, piloti che devono cambiare completamente stile di guida entro pochi metri perché cambia completamente il fondo sul quale si muovono.
Arrivi in autodromo la Domenica mattina prestissimo, trovi qualcuno che ha dormito in tenda dalla sera prima e molti ancora dormono. Ci sono fuori le griglie usate per le salamine della sera prima, i furgoni usati come officina con le preziosissime moto chiuse dentro.
Piano piano il piazzale del circuito si anima, spuntano i piloti dalle tende, qualcuno ancora con i "segni" della serata ben visibili; mezzo litro di caffè e poi si allestisce tutto, si montano i gazebo, si tirano fuori tende, generatori, moto e tutto il resto; nel giro di un'oretta l'atmosfera cambia completamente passando da un silenzioso parcheggio semi vuoto ad un'area brulicante di attività in preparazione della gara.
Un mondo particolare quello delle gare "minori" di motard (siamo nel Piacentino ad una tappa del campionato Italiano Supermoto); a metà strada tra una riunione di amici ad una sagra di paese e le gare di "quelli veri". I mezzi sono spettacolari, preparazioni, cerchi in fibra di carbonio, termocoperte, ma ognuno fa per se, o quasi. Il massimo della squadra è l'amico che ti accompagna, ogni tanto la morosa e tra tanti c'è comunque sempre l'amico che fa il meccanico per lavoro che ti consiglia, e all'occorrenza ti aiuta.
Tutti in coda per le iscrizioni, si formano le varie batterie di qualificazione e poi gli schieramenti; i piloti, divisi in varie categorie, sono alla fine tanti e le gare sono affollate e davvero combattute.

 

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