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Black Marble

Dopo la celeberrima Blue Marble è arrivata la Back Marble! La NASA rilascia le foto incredibilmente dettagliate della Terra di notte

Probabilmente avete già sentito parlare di The Blue Marble, una foto iconica della Terra scattata nel 1972 da 28.000 km di distanza dagli astronauti sulla navicella spaziale Apollo 17. Beh, la NASA ha appena rilasciato una serie di fotografie dal titolo "Black Marble". Offrono lo stesso punto di vista della famosa foto del '72, tranne che queste nuove immagini mostrano come il nostro pianeta si presenta di notte!
La foto in basso mostra l'America del Nord e Sud (l'immagine ad alta risoluzione è a questo indirizzo). Si tratta di una fotografia composita creata utilizzando immagini scattate da un satellite durante un periodo di circa tre settimane nei mese di Aprile ed Ottobre di quest'anno.

Black Marble

Ci sono volute 312 le orbite del satellite intorno al nostro pianeta per catturare 2,5 terabyte di immagini. I dati sono stati poi mappati sulla Blue Marble esistente per creare la Black Marble.
Il satellite ha utilizzato uno speciale sistema di imaging in grado di rilevare i segnali estremamente deboli. Gli scienziati hanno poi rimosso le luci di origine certamente non umana (ad esempio fiaccole a gas, aurore, il riflesso del chiaro di luna) dall'immagine in modo da avere le foto che mostrano solo le luci artificiali delle città (alcuni incendi restano, però).
Incredibile l'Europa, è illuminata come le regioni degli USA maggiormente popolate!

Europe


Questi non sono i nostri scatti notturni della Terra: Rebecca Roth del Goddard Space Flight Center della NASA ci dice che queste sono tra le foto notturne alla terra maggiormente dettagliate che abbiamo mai visto.

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The small world

Valicando i confini della macrofotografia, si entra in un mondo nuovo, quello della microfotografia per il quale le attrezzature cambiano e molto spesso della macchina fotografica non conservano  nemmeno lontanamente l'aspetto. Il confine non è sempre netto, ma una cosa è certa: il mondo del molto piccolo è in grado di offrire degli spettacoli impareggiabili. Da quasi 40 anni Nikon (che non fa solo macchine fotografiche n.d.r.) istituisce annualmente un concorso dedicato specificatamente alla microfotgrafia, e ad ogni edizione arrivano delle immagini stupefacenti così come cita il sito stesso: "...delicato equilibrio tra eccezionale tecnica scientifica e squisita qualità artistica...". Il tutte queste immagini vengono raccolte in un sito dedicato che è all'indirizzo: http://www.nikonsmallworld.com/
"Anno dopo anno, riceviamo le immagini incredibili da tutto il mondo per la Nikon Small World Competition, ed è nostro privilegio onorare e far conoscere i ricercatori ed i microfotgrafi di talento" ha detto Eric Flem, Comunications Manager di Nikon Instruments. "Siamo orgogliosi di come questo concorso sia in grado di dimostrare il vero potere della fotografia scientifica e la sua rilevanza sia per le comunità scientifiche sia per il pubblico in generale."
Nikon ha da pochi giorni aggiudicato l'edizione 2012 del concorso ai Dr. Jennifer L. Peters e Dr. Michael R. Taylor del St. Jude Children’s Research Hospital, i quali hanno realizzato questa spettacolare immagine:

Nikon small world 2012

Pur essendo ormai prossimi alle feste non è una luminaria natalizia, ma tutt'altro: è la microfotografia di parte del tessuto cerebrale di un embrione vivo! "Abbiamo usato le proteine fluorescenti per guardare le cellule endoteliali cerebrali guardando la barriera emato-encefalica svilupparsi in tempo reale" queste le parole di uno degli autori. "Abbiamo realizzato un'istantanea tridimensionale al microscopio confocale. Poi, abbiamo stratificato più immagini e compresse in una unica. La profondità è stata resa mediante una colorazione a falsi colori."
Beh la padronanza di una tecnica fotografica non comune, inclusi alcuni metodi tipici di questo ambito di fotografia tutta particolare, è più che evidente.

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Il salto di Baumgartner

La recente impresa compiuta da Felix Baumgartner è stata ampiamente coperta dai media, ma la sfida di fornire immagini e video fino dagli estremi della stratosfera si è dimostrata complessa al pari di ogni altro aspetto della missione; è stata una vera e propria missione nella missione.

 

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Il team della missione Red Bull Stratos ha appaltato l'intera copertura mediatica ad una azienda altamente specializzata nel fare riprese e fotografie in questi ambienti estremi, la Flightline Films.

Baumgartner al momento del salto

Tutti i sistemi di telecamere in uso per questa missione, sono stati personalmente progettati e sviluppati dal direttore della missione di alta quota fotografia, Jay Nemeth. Uno dei componenti di una piccola manciata di cameraman qualificati per lavorare a "zero-G", Jay Nemeth ha personalmente effettuato voli a gravità zero per vari progetti, tra cui un servizio con l'astronauta dell'Apollo 11 Buzz Aldrin. Oltre ad essere a suo agio in ambienti a zero-G ed ad alto-G, ha familiarità con i sistemi di telecamere fisse che funzionano bene anche in queste condizioni.
La Flightline Films ha inoltre la possibilità di effettuare da terra un tracciamento ottico a lungo raggio (operazione effettuata con un loro sistema che denominato JLAIR), e possiede le telecamere in alta definizione adatte all'uso nel freddo vuoto dello spazio, così come custodie specificatamente progettate che permettono alle tradizionali telecamere e macchine fotografiche di funzionare in un ambiente tanto ostile.

Una copertura davvero totale

Nella capsula ci sono:

  • Nove telecamere ad alta definizione
  • Tre telecamere digitali da 4.000 x 2.000 pixel
  • Tre fotocamere digitali ad alta risoluzione


Montate sulla tuta pressurizzata ci sono tre piccole videocamere ad alta definizione: una su ogni coscia e una sullo zaino fissato sul petto di Felix, che oltre alla telecamera contiene, tra gli altri innumerevoli sistemi, anche il GPS per il tracking.

Chest pack

Quattro delle telecamere esterne della capsula sono unità adattate per lavorare nello spazio collegate alla base esterna, otto sono contenute in alloggiamenti pressurizzati con azoto anche all'esterno, e tre sono interne. Tutto è stato controllato completamente in remoto dal Centro di Controllo Missione.

I blocchi di ripresa montati entro i contenitori pressurizzati

Per chi avesse voglia di leggersi tutte le curiosità relative a quanto preparato per effettuare le riprese e le fotografie in una impresa tanto particolare, rimandiamo alla pagina dedicata alle riprese e alle comunicazioni sul sito ufficile della RedBull Stratos.

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Le ultime 100 immagini

Dal 1963, più di 800 veicoli spaziali sono stati lanciati in orbita geostazionaria, formando attorno alla terra un anello fatto di satelliti artificiali. Questi satelliti sono destinati a diventare alcuni dei più durevoli manufatti della civiltà umana, galleggiando tranquillamente nello spazio anche tempo dopo che ogni traccia di umanità sarà scomparsa dal pianeta.

Il progetto The Last Pictures di Trevor Paglen è un progetto che marca uno di questi veicoli spaziali con una registrazione visiva del nostro momento storico contemporaneo. Paglen ha trascorso cinque anni a prendere in considerazione ciò che una tale impronta culturale dev'essere, intervistando scienziati, artisti, antropologi e filosofi. Lavorando con gli scienziati dei materiali del Massachusetts Institute of Technology, Paglen ha sviluppato un manufatto progettato per durare miliardi di anni; un ultra disco archivio, con 100 fotografie micro-incise e racchiuse in un guscio dorato.

La foto del disco

Nell'autunno del 2012, verrà lanciato in orbita geostazionaria il satellite per comunicazioni Echostar XVI con questo disco montato sul suo "ponte anti-terra". Mentre le immagini trasmesse dal satellite sono fugaci come le onde radio con le quali viaggiano alla velocità della luce, le ultime foto rimarranno nello spazio girando lentamente intorno alla Terra fino a quando la Terra stessa non sarà più tale.

Le fotografie (alcune, non tutte) si possono vedere a questo indirizzo.

Il libro contenente le 100 immagini che include anche la storia e le motivazioni che hanno portato la scelta di ognuna è pubblicato dalla University of California Press ed è disponile per l'acquisto online a questo indirizzo.

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