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Progetto Noah

Al giorno d'oggi nel mondo ci sono centinaia di milioni se non addirittura miliardi di macchine fotografiche, ma ancora più importante ogni smartphone prodotto e venduto oggi è ormai dotato di macchina fotografica ad alta risoluzione.
Il progetto Noah, con il supporto del National Geographic (tanto per cambiare n.d.r), mobilita da tutto il mondo una nuova generazione di esploratori della natura che apprezzano la loro fauna locale. Nato dall'idea di 5 brillanti giovani, la comunità che si è costituita attorno a questo progetto sfrutta la potenza e la diffusione delle nuove tecnologie per raccogliere importanti dati ecologici e contribuire a salvaguardare la biodiversità globale.
Sul sito del progetto, oltre ad una miriade di splendide immagini provenienti da tutto il mondo, c'è anche il link per scaricare l'applicazione gratuita per Andrid oppure IOS.

Queste le parole degli autori: "Il nostro obiettivo finale è quello di costruire la piattaforma di go-to per documentare tutti gli organismi del mondo, ed attraverso questa attività speriamo di sviluppare un modo efficace per misurare il polso di Madre Natura. Con lo sviluppo di strumenti per aiutare le masse mobili a condividere i loro incontri con la natura, stiamo costruendo una forza potente per la raccolta distribuita di dati ecologici e di un importante strumento educativo per la sensibilizzazione e la conservazione della fauna selvatica."

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Una gallery spaziale!

E' stata messa online in questo sito una splendida gallery con le scansioni ad alta risoluzione delle fotografie scattate durante tutte le varie missioni Apollo.
Fotografie che vanno dalla prima missione Apollo fino all'Apollo 17; solo della missione Apollo 11 ce ne sono un migliaio ed oltre.
L'archivio, ufficialmente la Gallery delle immagini Apollo, è stato allestito dal progetto Archivio Apollo, scansionando le fotografie fornite dall'ufficio storico della NASA, dal Kennedy Space Center e dal Johnson Space Center.

Tra le più famose, forse è la più famosa in assoluto, la fotografia della terra che sorge dalla superficie della luna, la celeberrima Earthrise.

Earthrise

Dato che tutte queste immagini sono state scattate dagli astronauti della NASA, sono tutte di pubblico dominio, possono essere scaricate liberamente, condivise, ed usate come si vuole.
Certo il sito è un po' un macello da navigare, non c'è alcun modo di sfogliare delle immagini a dimensioni ridotte o altro, ma considerando il lavoro enorme che è stato fatto per radunare questa mole di immagini sotto un unico sito, per adesso va bene così.
Dalle foto scattate sulla luna e nello spazio fino alle foto fatte come esercizio passando per le foto date alla stampa dell'epoca, è tutto qui dentro in alta risoluzione.

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Fiocchi di neve in 3D

Tutti noi abbiamo in mente la classica forma del fiocco di neve, ma questo cristallo piatto, a sei facce con delicati motivi a filigrana di rami appuntiti si verifica solo in circa uno su 1000 fiocchi. Un fiocco di neve visto in 3D è una cosa totalmente differente. I ricercatori dell'università dello Utah hanno sviluppato un sistema che può fotografare i fiocchi di neve senza toccarli, letteralmente mentre cadono dal cielo. Catturando una serie di immagini dei cristalli con un tempo di esposizione di 1/40.000 di secondo, rispetto a circa un tempo di 1/200s in normale fotografia, la fotocamera sta rivelando la vera diversità di forma che i fiocchi di neve presentano.

3D snow Flake

Oltre a fornire belle immagini 3D in tempo reale di un fiocco di neve, l'obiettivo di questo progetto è quello di migliorare i modelli fisici che simulano la formazione dei fiocchi di neve e il loro comportamento in atmosfera. Dati più precisi su quanto velocemente cadono i fiocchi di neve e come le loro forme interagiscono con il radar, migliorerà le previsioni di quando e dove le avverranno le tempeste di neve e quanta ne verrà scaricata.
Noi ci limitiamo a meravigliarci per l'eccellente tecnica messa a punto e per le splendide forme che la natura ci riesce sempre a regalare.

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L'immagine a più alta risoluzione mai fatta di Machu Picchu

Il fotografo Jeff Cremer ha recentemente catturato la foto a maggior risoluzione di sempre di Machu Picchu, la destinazione turistica più popolare in Perù ed una delle Nuove 7 Meraviglie del Mondo. A differenza di altri progetti gigapixel, questo è anche molto ben documentato, ed offre un interessante "dietro le quinte" di come sono fatte queste immagini gigantesche.

La fotografia risultante ha una risoluzione di poco meno di 16 gigapixel, e può essere visualizzata tramite questo visualizzatore on-line. Solo per darvi un'idea di quanto massiccia sia la foto in realtà, ecco l'immagine completa con un riquadro ingrandiamo al 100% una piccola porzione dell'immagine:

Image credits: Jeff Cremer/Destin S.

Cremer ha usato una testa fotocamera robotizzata GigaPan, una Canon 7D ed un obiettivo Canon 400 millimetri per il panorama, che si compone di 1.920 singoli scatti da 18MP, ovviamente in RAW. La scelta per la Canon 7D è dovuta al fatto che il fattore di crop gli avrebbe dato una lunghezza focale supplementare, trasformando la sua lente da 400 millimetri in una da 640 millimetri. Ha usato un ISO basso, ed un tempo di esposizione molto breve: 1/640s.
Una volta acquisiti i quasi 2.000 scatti, ha elaborato tutti i file RAW tramite Adobe Bridge, e poi li ha inviati ad un amico per la loro elaborazione. Ci sono voluti un Mac Pro con una hexacore da 2,67GHz e ben 32 GB di RAM impegnato per cucire insieme il panorama per ben 1,5 ore; creando un file di 47GB. Caricare la foto sul sito di GigaPan ha richiesto 11,5 ore.

Ecco cosa Destin ha raccontato pianificazione e l'esecuzione della ripresa:
"Questa immagine ha richiesto mesi di pianificazione. Jeff vive in Perù, così ha lavorato su tutte le pratiche burocratiche prima del nostro arrivo. Abbiamo volato fino a Cusco, poi abbiamo preso una navetta per la stazione ferroviaria da cui abbiamo viaggiato ad Aguas Calientes. Abbiamo programmato le attività in modo da ottenere tutto in un giorno e poter tornare il secondo giorno a giocare, ma siamo andati via insoddisfatti. L'ultimo giorno abbiamo speso il denaro che avevamo portato per i souvenir per comprare un altro biglietto in modo da poter fare un ultimo giro di scatti. Alla fine, abbiamo scattato il Panorama in tre momenti diversi, durante tre giorni diversi.
Jeff Cremer ha continuato a combattere con i crash del software per ottenere l'immagine. Era quasi comico, perché la maggior parte delle persone si recano a Machu Picchu per rilassarsi, esplorare e rilassarsi. Per noi, è finito con l'essere un mix di stress per cercare di ottenere tutti i documenti, gestire tutte le nostre attrezzature, l'archiviazione dei dati, e le batterie. Ho già portato fotocamere ad alta velocità in zone molto remote, e Jeff ha vissuto come fotografo nella foresta pluviale peruviana per anni, quindi eravamo abituati a gestire equipaggiamenti ad alta tecnologia in luoghi difficili.
La cosa che ho trovato maggiormente interessante nella realizzazione di quest'immagine è che Jeff era costretto a regolare la messa a fuoco ogni poche righe di scatti in quanto la città di Machu Picchu era molto più vicina di quanto non fosse la montagna, Huayna Picchu sullo sfondo".

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