Diritti di fotografo

Partendo dal presupposto che fare fotografia NON è un crimine, vale il diritto di cronaca e soprattutto scattare una fotografia è ben diverso dal pubblicare una fotografia, qui di seguito ho raccolto in una decina di punti quelli che costituiscono un po' i diritti dei quali gode una persona che fotografa, anche se non è un fotografo professionista.

 

  1. E' possibile fotografare qualunque cosa e chiunque quando si trova in una proprietà pubblica, salvo quando c'è una legge specifica che lo vieta (per esempio strade, sentieri, piazze cittadine, parchi pubblici, palazzi governativi aperti al pubblico e librerie pubbliche).
  2. Si può scattare in una proprietà privata se questa è aperta al pubblico, ma si deve smettere nel caso che il proprietario te lo chieda (quindi centri commerciali, negozi, ristoranti, banche, palazzi di uffici e di associazioni) ed in ogni caso, essendo in casa d'altri le regole le decide il padrone di casa.
  3. I rispettivi proprietari possono impedire la fotografia SULLA loro proprietà, ma non la fotografia DELLA loro proprietà quando questa è scattata stando in un luogo pubblico. Fanno eccezione quelle strutture (in questi casi sia private che pubbliche, senza distinzione) che rientrano nei possibili obbiettivi per azioni terroristiche (aziende produttivi di armi, acquedotti, stazioni ferroviarie, dighe e centrali elettriche).
  4. Chiunque può essere fotografato senza un esplicito consenso quando si trova in un luogo pubblico fino a ché non esiste una ragionevole aspettativa di privacy.
  5. A dispetto della concezione comune, i seguenti soggetti sono quasi sempre permessi: incidenti, scene di incendi, attività criminali; bambini, celebrità, agenti di polizia; ponti, infrastrutture, mezzi di trasporto; edifici residenziali, commerciali ed industriali.
  6. La sicurezza è raramente un motivo accettabile per limitare la fotografia. Fotografare da un luogo pubblico non può violare i segreti commerciali, né costituisce attività terroristica. Attenzione però che in Italia è ancora in vigore un Regio Decreto (si avete letto bene, un Regio Decreto) del 1941 che vieta di fotografare installazioni militari, i militari stessi ed i loro armamenti, per il divieto di divulgazione di notizie che possano essere d’aiuto al nemico. Non dimenticarsi che i Carabinieri sono militari, come l'Esercito, la Marina e L'Aeronautica.
  7. Soggetti privati non possono trattenerti contro la tua volontà a meno ché non abbiate commesso un grave reato in loro presenza. Quelli che lo fanno possono essere soggetti a denunce penali e civili.
  8. Si tratta di un crimine minacciare, provocare lesioni, detenere, confiscare la sua attrezzatura, o arrestare qualcuno perché sta facendo fotografie.
  9. Non si è obbligati a fornire le proprie generalità o la ragione per la quale si stanno facendo fotografie se non interrogato da un ufficiale di polizia e quando la legge lo richiede.
  10. I soggetti privati non hanno diritto di confiscare l'attrezzatura fotografica senza un ordine del tribunale. Anche le forze dell'ordine devono ottenerne uno a meno che non stiano eseguendo un arresto o la macchina stessa sia prova di un reato o contenga prova di un reato. Nessuno vi può costringere a cancellare le foto che avete fatto.


Questi punti possiamo dire essere in linea generale validi per un paese occidentale, le cosa cambiano e non di poco se si viaggia verso mete diverse. Prima di imbatterci in questioni legali, sarebbe meglio prestare molta attenzione all'aspetto sociale ed alla predisposizione culturale della gente nei confronti della fotografia; il fatto che il paese in questione abbia aderito alla convenzione di Berna non vi mette certo al riparo da grattacapi con il funzionario di polizia locale!
Paesi con costumi ed abitudini differenti, con religioni meno tolleranti nei confronti di certi comportamenti, posso costituire un bel problema e sarebbe bene evitare di avere a che fare con la giustizia locale per una banale fotografia.
L'unico consiglio sensato che mi viene in mente è essere cortesi, gentili, prudenti e soprattutto cercare di documentarsi un minimo (non è sempre facile) sull'atteggiamento delle popolazioni locali nei confronti di chi scatta fotografie. Cercare con lo sguardo un cenno di approvazione o saper notare subito il disappunto se ci si accinge a scattare sarebbe un'ottima cosa.

Share

Share!

FacebookGoogle Bookmarks